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  • Matteo Mannelli

Che tipo di parquet mettere in cucina?


tipo di parquet da mettere in cucina

Il parquet è un elemento prezioso per la casa: grazie al legno, infatti, ogni ambiente si ammanta di un’aura elegante e raffinata, che allo stesso tempo accoglie con calore le persone. Il parquet, infatti, ha questa natura doppia: ad esempio, essendo un elemento “vivo”, naturale, il pavimento in legno è caratterizzato da robustezza e solidità, ma allo stesso tempo è fragile, ha dei “nemici naturali” e si deve stare molto attenti alla sua cura e manutenzione.


Per preservare nel tempo il proprio parquet, due cose da evitare assolutamente sono l’acqua e l’umidità: infatti, quando il legno entra in contatto prolungato con questi due elementi, i listelli tendono a gonfiarsi e sollevarsi, staccandosi dalla loro messa in posa. In questo modo, la zona di parquet intaccata da acqua e umidità si rovina in modo netto e va sostituita.


Per questo motivo, fino a qualche anno fa si evitava di mettere il parquet in cucina. Oggi, invece, è possibile avere un pavimento in legno anche in questa zona della casa: è sufficiente seguire dei piccoli accorgimenti e installare il giusto tipo di parquet.


Come scegliere il tipo di parquet mettere in cucina

Prima di tutto partiamo dal tipo di essenza di legno usare in cucina per avere un parquet resistente ad acqua, umidità e agli altri fenomeni usuranti. La scelta più in voga è il parquet di rovere, ma sono molto apprezzati anche l’iroko, il wengé e il teak. Queste essenze sono ideali per la cucina perché sono molto dure e resistenti, in particolare reggono bene al contatto con l’umidità. Ovviamente, per evitare che il parquet si rovini, quando ci casca dell’acqua sopra, questa va subito asciugata; inoltre, per togliere l’umidità si deve areare bene la stanza aprendo le finestre e accendendo la cappa mentre si cucina.


Per avere un parquet resistente, un altro fattore importante è lo spessore del legno: in cucina, infatti, ci vuole un parquet in legno massello o multistrato con almeno 4 cm di spessore. Questo è importante perché col tempo la superficie del parquet tenderà a sciuparsi e per riportare il legno allo stato originario sarà utile intervenire con una levigatura. Levigare il parquet significa rimuovere la sua parte più superficiale: avere un legno più spesso, permetterà di ricorrere alla levigatura più volte.


Un espediente importante per evitare l’umidità in cucina è scegliere il giusto tipo diposa del parquet: la posa flottante, infatti, funziona tramite incastro dei listelli. Questo sistema lascia dello spazio vuoto fra il parquet e il pavimento di appoggio e qui si può accumulare acqua e umidità che rovinano i listelli del legno. Per questo motivo, per la cucina è bene adottare la posa incollata così da evitare spazi vuoti d’aria dove si può annidare l’umidità.


Per quanto riguarda la finitura, sia quella a olio che quella a vernice hanno i punti a favore che a sfavore. Nel caso della verniciatura, infatti, il parquet sarà più resistente all’acqua grazie alla protezione impermeabile della vernice; allo stesso tempo, però, il legno sarà più sensibile a urti e ammacchi, per cui servirà una levigatura per toglierli. Nel caso, invece, della finitura ad oliovale il contrario: per togliere macchie e bozzi basterà dare una volta all’anno una nuova mano d’olio, mentre per l’acqua si dovrà asciugare il prima possibile perché il parquet sarà meno protetto da questa.


Gli ultimi espedienti che vi consigliamo di seguire per avere un parquet in cucina duro e resistente sono due: il primo è di scegliere legni con tonalità scure, perché su quelle chiare macchie, sporco e graffi saranno ben più evidenti alla vista; il secondo è di installare una pavimentazione in mattonelle nei punti della cucina dove si prevedere maggior uso e piccoli incidenti domestici, così da creare una zona molto più resistente nei punti più delicati.




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